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Il nostro bla bla bla

Castelli in Sicilia da visitare

E’ tutta un’altra storia, quella dei castelli in Sicilia…e la nostra Isola, di castelli, ne vanta tanti perché tanti sono gli invasori che si sono succeduti, e che con gli edifici hanno lasciato un segno del loro passaggio. Proprio qui si contano circa 200 castelli, di cui i più famosi sono quelli di origine Sveva, ma troviamo anche edifici anticamente costruiti dai nobili dell’epoca, come la famiglia Ventimiglia o Chiaramonte. Per ovvie ragioni, ho scelto di pubblicare qualcosa in merito ai castelli di Messina e Catania, il resto lo suggerisco in sede privata. L’ordine va da Catania a Messina, ossia dai più vicini a quelli un po’ più distanti.

Catania e dintorni

Fortezza di Aci Castello: costruita in pietra vulcanica scura, sorge su uno sperone di roccia a picco sul mare, a pochi chilometri da Catania. Del castello, raggiungibile da terra solo da un lato e in passato attraverso un ponte levatoio, si conserva soprattutto la torre principale a pianta rettangolare che, come le altre strutture, è realizzata in pietra vulcanica. Una disastrosa eruzione dell’Etna nel 1169, danneggiò, fortunatamente solo in parte, la base della rupe. Oggi il Castello ospita un piccolo Museo Civico con un’interessante collezione di pietre minerarie e resti archeologici oltre ad offrire un entusiasmante belvedere a picco sul mare.

(mi permetto di aggiungere qualche riga, suggerendo di visitare il Castello dopo aver fatto un po’ di soft trekking a 1900 metri visitando i Crateri Silvestri – Etna – e completando il tutto con una visita ai Faraglioni di Acitrezza, la Casa del Nespolo –  I Malavoglia di Verga! – e per finire aperitivo in uno dei tanti localini con panoramica sul mare – stupendo!)

Castello Ursino – Catania: In origine, prima della colata lavica del 1669, il Castello Ursino era a picco sul mare come ci dice il nome stesso “Castrum sinus” ossia “castello del golfo”.Il Castello, dall’aspetto severo e massiccio, fu fatto costruire all’architetto Riccardo da Lentini tra il 1239 e il 1250 da Federico II di Svevia, che prediligeva le figure geometriche semplici. All’interno si ammirano opere di notevole interesse artistico: eleganti volte a costoloni, pregiati capitelli intarsiati, grandi archi ogivali e statue di pregevole fattura. Oggi, restaurato e adeguatamente illuminato, ospita il Museo civico e mostre d’arte all’interno della pinacoteca.

(So che molti si offenderanno, ma per i “carnivori” da non perdere è la sosta per  la grigliata – polpette e cipollata con contorno di insalata catanese! – da Camelot ovviamente)

Castello di Paternò: uno dei monumenti più notevoli lasciati dai Normanni. È un maestoso volume parallelepipedo alto 34 metri che, dall’alto di una rocca basaltica, domina il paese. Fu costruito su un preesistente edificio arabo nel 1072 da Ruggero d’Hauteville, a cui si devono anche i castelli di Motta, Adrano, Troina, Nicosia, Rometta, Castroreale, Vicari, Mazara e Petralia. Tra il 1221 e il 1223 il castello fu destinato da Federico II di Svevia ad assolvere la funzione di stazione di soggiorno per le brevi permanenze imperiali e di fortino di retroguardia a difesa della pianura del Simeto.

Castello di Adrano: La tradizione vuole che il castello sia stato edificato dal Conte Ruggero, padre di Ruggero II, che nel 1070 aveva riscattato Adrano dalla dominazione araba. Lo stile islamico dell’edificio è intuibile dalle porte del piano terreno che mettono in comunicazione due ampi vani con archi ogivali realizzati in pietra pomice. Nei secoli il castello ha subito diverse trasformazioni e cambi di destinazione d’uso: dimora di nobili famiglie aragonesi, poi sede di un carcere, infine, nel 1958, a seguito dell’acquisto da parte del Comune, è stato istituito il Museo e la fortificazione, restaurata, è tornata ai cittadini.

Messina e dintorni

Cittadella di Messina: Costruita dagli spagnoli, Cittadella di Messina, era una delle fortezze più importanti del mediterraneo. La popolazione iberica la costruì, nel 1500 circa, con l’intento di controllare le possibili sollevazioni della popolazione messinese. Sfortunatamente oggi resta poco dell’antico splendore della fortezza. Nonostante tutto ciò la fortezza mantiene il suo fascino e i resti dei bastioni la loro imponenza. All’interno è possibile visitare delle gallerie nel fortino di S. Stefano, la Controguardia S. Stefano, l’Opera Carolina e l’Opera S.Francesco.

(a Messina fermatevi in una delle tante pasticcerie per provare la “Pignolata” – dolce tipico - noi consigliamo Irrera!)

Castello Rufo Ruffo di Scaletta Zanclea: Questa famiglia adibì il castello a residenza di caccia mantenendo intatta la sua struttura. Il castello nasce su una collina sporgendosi in direzione del mare ed è raggiungibile attraverso viottoli e gradoni, è circondato da alti pendii inaccessibili, fatta eccezione per il lato orientale che guarda sullo stretto. Oggi è stato riscoperto e fatto diventare centro culturale e Museo Civico del comune di Scaletta.

Castello di Montalbano Elicona: Venne fatto costruire (nella forma attuale) nel 1300, circa, a 900 metri di altezza, con scopi puramente difensivo- militari vista la sua posizione di dominio sulla vallata. Il castello di Montalbano è, ad oggi, una delle opere più unitarie e armoniose del medioevo siciliano. All’interno del castello è possibile ammirare la “cappella reale” di epoca bizantina.

Castello di Milazzo: Di origine incerta, probabilmente araba. Furono proprio gli arabi, infatti, nel 843 a costruire il primo nucleo del castello (parte più antica) anche se si hanno notizie dello stesso sin dall’età greca, romana e bizantina. Ciò che è certo è che l’area dove sorge il castello fu sicuramente abitata sin dall’età neolitica data la presenza delle necropoli. Visitare il castello è come una passeggiata nella storia: dal neolitico ai giorni nostri passando per greci e romani, aragonesi e bizantini.

Ce ne sono anche di più belli e prometto di trattarli in altre pagine del blog, poiché essendo più lontani (la Sicilia non è mica un’isoletta da poter girare in 4 giorni!), cercherò di inserirli in un contesto poco più ampio, proponendo un mini itinerario.

Alla prossima!

 

Comments
  1. Davvero utile, grazie

    • Valeria

      Grazie a te per il commento, alla prossima.

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